La Chiesa

    

I Conti di Modica, dietro aver fondate nel 1391 una Commenda in Modica sotto il titolo di S. Giovanni, nei primi del secolo XV per uso dei cavalieri di Malta, ossia dell’Ordine di S. Giovanni Gerosolimitano, alzarono pure in Chiaramonte, nel piano più elevato del recinto del castello e propriamente accanto la fortezza, la chiesa sotto il titolo di S. Giovanni Battista assegnandovi un annua rendita di Lire 1450.Ad essa, secondo gli statuti dell’ordine cavalleresco, era unito un conventino per uso dei cappellani di ubbidienza e per ricetto dei cavalieri lungo la loro nobile missione.Il Pirri, dice antichissimo e di grande venerazione essere questo tempio annesso alla commenda di S. Giovanni di Randazzo.Giovanni Palumbo nella Vita del Precursore, dice, che il conventino attiguo alla chiesa di S. Giovanni fu poi concesso ai Frati Riformati di S. Francesco D’Assisi per abitarlo.E l’Abate Amico nel Lexicon, soggiunse che essi vi dimorarono sino al 1620. Di ciò è ragione che la statua del Santo nell’uscire in processione va trasportata avanti la chiesa dei detti riformati. Questa chiesa del Battista fu ricostruita a tre navi con soffitta di tavole e dipinte ad affreschi a stile bizzarro, spesa sostenuta allora dai Conti, i quali fabbricandola immediata al castello si privarono sin anco dalla vista di ponente.Fu in parte distrutta dal terremoto del 1693 e da una supplica lanciatasi al Governatore della contea di Modica, si rileva che i guasti furono dalla parte di oriente, dov’era la cappella della Passione :
<< tutta incrustata a incasto et esculturia con bellissimi frixi di marmo>>.Per opera del sac. Giambattista Ventura Melfi e del nipote di lui sac. Antonio, entrambi frati cappellani di giustizia della sacra Religione Gerosolimitana, fu questo tempio restaurato ed ingrandito dalla parte orientale, devastandosi il conventino per prolungarsi la cappella maggiore, dove fu alzato un pregevole altare di marmo. Questa chiesa però dopo la morte del sac. Antonio Ventura fu retta dal sac. Gaetano Melfi, il quale non mancò di continuare ad abbellirla e restaurarla.Sono di pregio e di autore ignoto i quadri di S. Giuseppe e S. Apollonia. Quello del titolare dono fatto alla chiesa dal Gran Maestro dell’Ordine Comm. Tommasi.
Il quadro più pregevole di stile tedesco, ma di autore ignoto, portava nella cornice la data del 1699. Esso rappresenta la misericordia di Maria. Quest’altare dapprima era sotto il titolo di Maria degli Agonizzanti e si appartiene alla Confraternita che in essa chiesa sin dal 1587 si era riunita sotto il titolo di Maria della Misericordia, facendosi riconoscere gli statuti nel 19 dicembre 1796. E poichè fu la terza che s’istituì nel comune, così nelle processioni occupa il terzo posto cioè, va dietro a quella di S. Filippo.
Nel 1837 i beni della Chiesa furono assegnati al Principe di Capua, che curò il culto al Battista, nomonando un Rettore, quattro cappellani e quattro coristi.
La statua del titolare scolpita su legno è antichissima e di molto pregio, nel 1869 fu abbellita con un elegante fercolo di legno dorato, sostenuto da 12 colonne.Si festeggia con immensa divozione e concorso di tutto il popolo la natività del Precursore Protettore di questa città e la notte del 23 Giugno ne veniva rappresentato il mistero, in fondo alla gradinata del Carruggio nuovo ed uno sparo di mortaretti ne teneva in veglia la popolazione recitando preci e lu rusario di San Giovanni. Sorgevano in essa 13 altari, tutti di dritto patronato con 54 sepolture gentilizie.Il nuovo prospetto di essa chiesa fu costruito nel 1875, portandosi a compimento il terzo piano col campanile nel 1890; e finalmente nel 1894 fatto il nuovo pavimento.
Nel 1993 fu benedetto il nuovo altare basilicale in marmo con fregi in bronzo dorato.
Nel 2000 furono benedetti i nuovi pannelli in bronzo dorato della porta maggiore che raccontano la vita del santo Precursore.