Il Culto

    

La città di Chiaramonte Gulfi da tutti conosciuta come “Città di Maria” per il grande attaccamento filiale alla Madre di Dio, profonde un’ immensa devozione anche per il Precursore di Cristo il quale ogni anno nella Solennità del 24 giugno si festeggia con immensa devozione e concorso di tutto il popolo e dei forestieri che accorrono numerosi. Da sempre è invocato nelle calamità naturali, nelle cause più disperate quale maggior taumaturgo e durante la mietitura, quando i popolani nel periodo della raccolta del grano alzando le falci gridavano a coro W San Giovanni. Il Battista è definito dalla collettività il Protettore della città e del popolo Chiaramontano.Il culto di San Giovanni Battista nasce quando agli inizi del XIV sec. il Conte di Modica fece erigere una Chiesa a tre navi di rimpetto al castello feudale, dedicandola al Precursore di Cristo fondando una Commenda sotto la Giurisdizione dell’Ordine di San Giovanni Gerosolimitano, oggi di Malta. Essa è la più vetusta della nuova città, dopo l’antica Chiesa Madre, dedicata a Maria SS Annunziata, ormai per l’incuria ridotta a locali parrocchiali. L’antica devozione al Battista si evince da un documento del XIV sec. riportato dallo studioso locale il cappuccino Padre Samuele Nicosia nella sua “Notizie Storiche su Chiaramonte”, dove il Conte Manfredi I Chiaramonte concede alla Città lo “Ius pascendi” nei boschi limitrofi, e per tale concessione stabilisce il pagamento dei dazi nelle ricorrenze principali quali: Natale, Pasqua e nella “Festivitati de Sancto Ioanni Baptista…[..]”. Il Pirri nella sua “Sicilia Sacra” pubblicata tra il 1630 e il 1649 testimonia l’esistenza del grande culto e della Chiesa annessa all’Ordine Gerosolimitano, frequentata con grande concorso di Popolo dai forestieri; più di cento anni dopo anche l’Abate Amico nel Lexicon Topograficum siculum del 1757 la annovera, replicando le testimonianze del Pirri.Di recente sono state ritrovate presso l’archivio di Stato di Palermo e presso la Biblioteca nazionale di Malta, gli antichi Cabrei dell’Ordine, ovvero i verbali di visita dei Vicari Generali nelle Chiese Commendali a partire dal XVI sec., dove tra una bella descrizione minuziosa della Chiesa, citano l’antica e sentita Processione del Battista preceduta da 12 giorni di preparazione.Sul finire del XVII sec. fu fondata la città di Vittoria e per varie ragioni politiche nel 1764 fu strappato alla città di Chiaramonte un vasto territorio tra cui le coste di Camarina e la ricca Contrada di Bosco Piano; questo innescò una furibonda lite tra le due città che provoco vari disagi alla popolazione. I Chiaramontani, di natura docile, non essendo propensi alle guerre si affidarono al Protettore San Giovanni Battista per far fine a questa tremenda lite. Dopo poco tempo le due città trovarono un accordo unite nella Profonda devozione al Precursore di Cristo, i Chiaramontani a perenne memoria inserirono nelle immagini popolari di detto Santo la dicitura che fu usata per tutto l’ottocento: “NON SURREXIT MAIOR JOANNE BAPTISTA PROTECTOR CIVITATIS CLARAMONTIS - Pro Grazia Accordi in lite territoriale anno domini 1764” .
Nel 1832, il colera penetrò in Europa, portando panico alla popolazione, il Sindaco di allora barone Nunzio Melfi di San Giovanni, nominò una Commisione sanitaria e l’eremo di Gulfi fù designato come esperimento, e al fine di tutela fu rilasciato ai forestieri un certificato sanitario con le effigi dei Protettori Maria SS di Gulfi, San Giovanni e San Vito. In una ninna nanna popolare antichissima, ancora in uso tra gli anziani, vengono citati i Santi Protettori Maria di Gulfi, San Giovanni e San Vito. Le prime due strofe sono antichissime, mentre quella dedicata a San Vito è posteriore al XVI sec. poiché il culto del martire è stato introdotto proprio in quel periodo storico:
<><><>.Le prime due strofe si rifanno alla digitura che si usava mettere negli atti notarili fino alla fine dell’ottocento:“In nomine Domini et Mariae de Gulfis Patronae Principalis et divi Joannes Baptistae Protector. Il monsignor Vito Cultraro (1750-1829), dal 1809 parroco di Chiaramonte compose in occasione dei festeggiamenti di Nostra Signora di Gulfi nell’anno 1824, il canovaccio della Sacra Processione figurata del Santo Capello, dove curò la grandiosa Sacra rappresentazione, composta da ben settanta quadri con scene dell’antico e nuovo testamento che si concludevano con il Trionfo della Vergine tra angeli e musici, con l’incoronazione e l’omaggio dei Santi Protettori Giovanni e Vito: “ A mano destra in ginocchio il protettore San Vito, ed in mano un motto Protegam urben hanc.. Alla sinistra il Protettore San Giovanni Battista in atto di pregare per il divoto popolo di Chiaramonte con motto – respice de coelo, et visita Civitatem hanc, quam formavit dextetera tua” […] Lo storico Siciliano Giuseppe Pitrè, cita la festa del Battista in molte opere tra cui spettacoli e feste, dove descrivendo la storica pantomima della vita del Santo ci racconta: “Anche una sacra pantomima intramezzata di canti si rappresenta in Chiaramonte nella natività del Battista Protettore di questa città, nella quale si svolge lo annunzio dell’angelo a Zaccaria, la visitazione della Vergine, il riacquisto della favella del padre, e il giubilo del popolo ebreo e degli angeli.Il grande Pitrè ricevette nell’anno 1886 una lettera dal Chiaramontano Serafino Amabile Guastella forse in senno a una sua richiesta dove viene descritta la festa del Protettore San Giovanni, evincendo il grande culto e la Profonda devozione al Battista.Il Sindaco Avv. Giuseppe Nicastro, per suggellare la grande devozione del Popolo al Precursore di Cristo volle donare in occasione dei festeggiamenti 2010, un cuore d’oro simbolo del filiale affetto della città al suo Santo con scritto:” Al suo Protettore la città offre” .