Non surrexit maior

Chi è il Precursore? Vogliamo conoscerlo un po’?

Apriamo il Vangelo, Parola di Dio e sentiamo dalla sua stessa bocca chi è il Precursore, quel discendente di Levi.
Siamo nelle prigioni di Macheronte, ove è rinchiuso Giovanni e sappiamo il perché. Arrivava colà la fama dei miracoli operati da Gesù. Il Precursore che bruciava dal desiderio di far conoscere a tutto Israele il vero Messia, gli inviò due discepoli per chiedergli: “sei tu il vero Messia o dobbiamo aspettarne un altro” (Mt.XI, 3).
Giovanni lo sapeva che era Gesù, il Salvatore, ma con questo gesto Egli sarebbe stato costretto a manifestarsi e così i discepoli lo avrebbero riconosciuto ed acclamato.
Il Cristo accolse quel santo stratagemma, riconobbe l’amore di Giovanni e mentre i due si allontanavano si rivolse alla folla ed esclamò: “Chi siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? Chi dunque avete visto? Un uomo vestito alla moda? No, questa gente non si trova nei deserti, ma nei palazzi dei re. Chi allora avete visto? Forse un Profeta? Sì, vi dico: un profeta e più che un profeta.” (Mt. XI, 7-10).
“Egli è l’angelo, predetto da Malachia che camminerà innanzi al Signore”.
Poche frasi, ma scultoree e salta fuori la grande figura del Battista:senza debolezze, senza mollezze, angelo senza peccato.

I – NON UNA CANNA
Quella pianta, simbolo di volubilità e debolezza morale e spirituale doveva essere conosciuta dagli Israeliti ai quali si rivolse Gesù. L’avrà vista sulle sponde del Giordano, ondulare alle prime folate del vento. E se questo tirava dal Mar di Genezaret la canna piegava versi il Mar Morto o se il vento tirava dal Mar Morto piegava verso il Mar di Genezaret. Giovanni era dunque un uomo volubile, come la canna?
No, era una “torre che non crolla ad ogni soffiar di vento”. Uno spirito forte che non si abbatte ad ogni avversità. Non fu certo come l’uomo moderno che oggi propende per un disegno e domani per un altro; non come noi che ci confessiamo cento volte e cadiamo sempre negli stessi difetti; non come noi che pieghiamo verso ogni vento di tentazione.

II – NON UN AMMOLLITO
Giovanni fin dall’anno 780 di Roma abbandona la casa, il paese natìo, gli amici e si ritira nel deserto per preparare la strada al Messia, ad accogliere il Promesso.
• “Egli sarà grande… e camminerà innanzi per preparare al Signore un popolo disposto”: parola di Dio.
Visse nella solitudine per molti anni, solo, senza tenda, senza servi e vestito di una pelle di cammello, stretta ai fianchi da una cintura di cuoio.
Me lo immagino alto, membruto e riarso dal sole, ma in continuo contatto col cielo. Dalla lode che ha fatto Gesù balza ancora la figura austera del Battista che suona rimprovero per certi cristiani amanti delle vanità nel vestire, alla moda, lussuosi e scandalosi. Ciechi che conducono altri ciechi nella fossa della Geenna.

III – ANGELO CHE ANNUNZIA IL SIGNORE
Nacque e visse senza peccato, in perfetta sintonia con l’ispirazione dello Spirito Santo, in perfetta unione con Dio nella vita privata in famiglia e crescendo da vero angelo sotto gli sguardi amorosi di Elisabetta e Zaccaria; avrà, nell’infanzia, conosciuto il Figlio di Maria e chi sa quante piacevoli e innocenti conversazioni sono intercorse fra loro, quanti ingenui e santi ideali si saranno comunicati, quante parole di cielo si avranno trasfuse. E’ più facile immaginarlo che descriverlo. Giovanni fu il primo testimone di Gesù: “In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete” (Gv. I, 26); ed ancora: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (Gv. I, 26). E Gesù di rimbalzo: “Fra i nati da donna, non v’è uno maggiore di lui (di Giovanni).” (Mt. XI, 11). Si può tessere un panegirico più pregevole? Ed in una sola parola? Nessun mortale fu mai lodato ed esaltato dalle labbra del Cristo come Giovanni.

IV – UN SANTO
Grande è Giovanni. Tanto più grande quanto più umile. “Non sono il Cristo…bisogna che Egli cresca ed io diminuisca” (Gv.III,28,30) ed ancora: “Colui che mi ha inviato…a battezzare con acqua mi disse: Colui sul quale vedrai scendere lo Spirito Santo è Colui che battezza con lo Spirito…è il Figlio di Dio” (Gv.I,33).
Ma nel Vangelo troviamo un riferimento alla santità di Giovanni che è forse poco meditato (Gv.X,40-41). Gesù si reca sulle sponde del Giordano ove Giovanni soleva battezzare, e qui rievoca l’operato del Precursore e perché Erode lo aveva fatto decapitare. Colà fra il mormorio precipitoso delle pure acque del fiume i discepoli compresero che il Maestro, commosso, pensava a Giovanni, ma non capivano come potesse amare tanto il Battezzatore che non aveva mai fatto un miracolo (Gv.X,41). Gesù non rispose; il perché è facile capirlo. E’ perché noi lo potessimo imitare nella santità. La Chiesa ce lo propone come modello. Modello di umiltà, di povertà, di castità. Modello ai Patriarchi, ai Confessori della fede, agli Anacoreti, ai Martiri e perciò degno di essere onorato, predicato, imitato.
O Giovanni, di grazia, veglia sulle nostre famiglie, sul nostro paese, sui giovani e meno giovani, sui vecchi e sui bambini.
E fai che possiamo imitarti nell’amore a Dio e ai fratelli. Guidaci nelle avversità della vita, conforta gli ammalati, conducici verso la felicità che non avrà mai fine. Amen.